Caro visitatore,
se ciò che trovi in queste pagine ti interessa, oppure se non ti piace, o se vuoi sapere perché e da chi sono state scritte, qui cercherò di dirtelo.
Dovrei innanzitutto dirti chi sono io ma questo mi pone qualche difficoltà perché francamente non lo so. Non mi sto riferendo al quesito esistenziale ma alla semplice connotazione professionale: infermiere, ingegnere, professore … Mi ero laureato in fisica, poi ho lavorato intorno a vari problemi di ricostruzione di tomografie mediche e infine mi sono trovato ad insegnare informatica ai corsi di laurea della Facoltà di Medicina sotto forma di professore. Se vuoi saperne di più puoi dare un’occhiata al curriculum.
Ma i curricula sono noiosissimi e io penso spesso fuorvianti. Servono per i concorsi e per cercare lavoro ma non descrivono tanto bene la persona. Sta di fatto che non riesco ad identificarmi nel ruolo di fisico, né in quello di informatico e nemmeno in quello di professore dell’università. Mi pare di non potermi dire particolarmente esperto in nessuno di questi campi né mi sento particolarmente adeguato al ruolo di professore.
Mi piacciono i problemi invece e li affronto volentieri. Problemi concreti, risolvendo i quali cambia qualcosa per qualcuno. Non importa che tipo di problemi, purché non siano fittizi. I problemi fini a se stessi li evito, piuttosto vado a fare una girata. È un punto di vista vicino a quello dell’hacker. Una delle tante definizioni di hacker dice: una persona che ama la sfida intellettuale di superare o aggirare qualche limite. Sì, mi sento molto più vicino alla figura dell’hacker che a quella del professore.
Scusami, caro lettore, per questo preambolo. Ma serve a capire perché negli ultimi anni mi sia buttato con tanto fervore nelle questioni didattiche dopo avere passato un paio di decenni più o meno chiuso in una stanza a risolvere problemi fisici, matematici o informatici per fare le tomografie. Quando sono diventato professore mi sono ritrovato una mole sconvolgente di mansioni didattiche. Questo è subito diventato un grosso problema con tanti sottoproblemi più piccoli. Mi ci sono appassionato, tutto qua. E quindi, non mi sembra affatto di avere cambiato tipo di lavoro solo perché mi occupo quasi esclusivamente di didattica. In realtà vivo nella stessa identica atmosfera di ricerca della soluzione di un problema nella quale vivevo prima. È cambiato l’argomento, semplicemente.
La necessità di dovere insegnare in così tanti corsi sembrava escludere il contatto diretto con gli studenti. La scommessa è stata quella di trasformare un fatto sfavorevole in un colpo di fortuna. Gli strumenti oggi disponibili in Internet consentono di favorire moltissimo la comunicazione, purché siano debitamente scelti ed adattati alle circostanze. Tali strumenti iniziano a funzionare bene quando la popolazione di utenti supera una certa massa critica. Ebbene, ecco che un limite fondamentale delle tecniche classiche diventa un requisito importante con le tecniche nuove!
Con questi mezzi diventa relativamente facile estrarre da quella che al docente apparirebbe solo come una massa informe gruppi anche consistenti di persone disposte ad intraprendere un percorso particolare. Persone disposte a trasformare la frequenza ad un corso universitario in un esperienza di formazione dove potersi cimentare praticamente.
I particolari di tutta questa faccenda li puoi trovare in queste pagine fra le quali tu vai girovagando oppure nelle pagine di un vecchio sito che avevo gettato in una bottiglia nel mare di Internet. La bottiglia è stata trovata ed ora mi ritrovo ad esplorare isole sconosciute dove scopro creature e fenomeni affascinanti di cui non avrei sospettato l’esistenza.
Non ti voglio annoiare oltre, caro lettore. Aggiungo solo che se desideri commentare o discutere io ne sono felice. Lo puoi fare su questo blog commentando un post, oppure puoi scrivermi in andreas.formiconiATgmail.com.




[...] stavo già partendo tutta incavolata per scrivere un messaggio e fare una bella strigliata di capo al responsabile del fattaccio e a tutti quei capelli. gli avrei spiegato che questo blog ha subito tante [...]
Prof!
Come va? io continuo con il blog, ho anche acquistato un’estensione per metterci le mie canzoni (15 euro, alla faccia dell’open source!)
lo sto usando come una valvola di sfogo
è un periodo di merda totale, devastante, agghiacciante…
io butto tutto nel blog e allora volevo solo ringraziarla ancora una volta perché con questo “corso” mi ha permesso di trovare un altro canale per il mio dolore
a presto!
bu
Fatti viva Bu, dai. Non ti far fregare dalle stronzate. Vieni a trovarci, vai …
Buongiorno Professore,
scusi se la disturbo ma ieri le ho mandato una mail nella casella di gmail sopraindicata. Mi dica almeno se l’ha ricevuta.
Grazie,
leonardo