Sconvolto da come si possa studiare senza imparare niente vorrei capire qualcosa sull’apprendimento …
Mi occupo dell’insegnamento dell’informatica di base ai corsi universitari del I anno della Facoltà di Medicina e qualcos’altro. Dal 2000 ad ora ho dovuto affrontare un carico didattico che consiste in circa 500-700 studenti all’anno, in 20-25 corsi di laurea , alcuni dei quali replicati i 6 sedi diverse nel raggio di 100 km.
Una condanna e un’opportunità allo stesso tempo.
Ho sviluppato un nuovo metodo in tre fasi successive.
- 2000-2003 Realizzazione di un sito Web con tutti i contenuti necessari per dare l’esame. Schema convenzionale basato su una serie di lezioni frontali e verifica finale. Primi tentativi di impiego di strumenti web per migliorare la comunicazione con una grande massa di studenti. Partecipazione degli studenti competenti allo sviluppo dei materiali didattici. Test di autovalutazione e sondaggio di valutazione del corso obbligatori. Esame finale con quiz on line e test di ricerche bibliografiche su database di letteratura medica.
- 2004-2006 Trasferimento del corso in una piattaforma di E-learning, prima ATutor e poi Moodle. Abbandono dello schema convenzionale a favore di una modalità blended-learning: una o due lezioni frontali, studio autonomo, presenza liquida del docente, via rete e in aula informatica, mediante colloqui individuali, discussioni con gruppi, seminari, lezioni su richiesta. Maggiore enfasi sul fare e sulla partecipazione degli studenti. Il resto uguale alla fase 1.
- 2007-2008 Trasferimento di tutte le attività su servizi web gratuiti o a bassissimo costo, blog, wiki ed altri ambienti di social networking. Il corso ora è realizzato mediante delle pagine wiki e questo blog. Abbandono del paradigma del tempo fisso a favore del paradigma della qualità minima fissa: in luogo della successione lezione/i-studio-verifiche-verifica finale si propone l’esecuzione di una serie di attività in modo autonomo e asincrono, alcune obbligatorie, altre facoltative. Il metodo comporta la realizzazione di una blogosfera locale che realizza in sostanza un nuovo concetto di classe e che potremmo chiamare blogoclasse. Anche questo metodo prevede la presenza liquida del docente ed alcuni seminari che vengono amplificati nella blogoclasse sia nella fase di preparazione che in quella di discussione.
I sondaggi che ho sempre eseguito alla fine dei corsi hanno rivelato un tasso di gradimento molto elevato da parte degli studenti: circa il 90% di pareri positivi su di una popolazione che si aggira introno ai 4000-5000 studenti, dal 2000 ad oggi.
Un esperienza molto forte e coinvolgente che ad un certo punto ho iniziato a vivere con un disagio crescente per la carenza di interlocutori con i quali potersi confrontare. La domanda inevitabile era:
“Sono un pazzo? Ho coinvolto una moltitudine di persone in una follia?”
Così nell’estate 2007 è nato il sito Insegnare Apprendere Mutare, composto di getto e certamente ingenuo, un S.O.S.
Avrà fatto ridere molti ma ha raggiunto lo scopo. Gazie ai contatti generati dal sito mi sono ritrovato in LTEver, un collettore di blog attinenti a temi di formazione dove ho trovato numerosi amici e collaboratori.
Così sono tornato alla vita e così è nato questo blog.



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