Fra i Frammenti di questo blog ho piazzato due scherzi che mi è capitato di scrivere in passato in altre pagine, uno sulle mie esperienze di e-learning e uno tratto da un’esortazione ad utilizzare PowerPoint in modo parsimonioso.
Alla fine del primo, ho aggiornato una voce bibliografica grazie alla lettura degli Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network, una pubblicazione citata in un post dell’amica Maria Grazia, una lettura per me illuminante sulla quale vorrei ritornare presto …



Ho letto l’esortazione ad usare PowerPoint al minimo e sono straperfettamente d’accordo. Queste esortazioni andrebbero divulgate di più! Tuttavia, non credo che PowerPoint abbia contribuito a far nascere cattivi oratori, semplicemente PowerPoint in mano a cattivi oratori diventa quello che sappiamo. E se non sai parlare, se non ti metti mai il problema del pubblico che hai davanti, se comunicare secondo te significa riversare su chi ti ascolta carrelli di informazioni senza nessuna attenzione per il modo con cui le riversi, la presentazione PowerPoint che produci sarà semplicemente lo specchio di questa attitudine.
Grazie. Sono d’accordo. Penso che un insegnante, di qualsiasi ordine di scuole, dovrebbe considerare molto seriamente le proprie capacità oratorie e soprattutto la propensione a cercare di capire chi lo sta ascoltando: cosa stanno dicendo quegli occhi che ti guardano? Ho letto il “Manuale minimo dell’attore” di Dario Fo, che ho riportato fra alcuni dei miei libri preferiti qui accanto, proprio pensando a questo. Con l’esperienza mi sono reso conto che c’è una differenza enorme negli effetti prodotti dalla stessa cosa detta in modi diversi. Tutto questo viene a monte dell’uso di PowerPoint che, come per tutti gli altri strumenti del mondo, se usato con congnizione di causa, va benissimo.
È per considerazioni di questo genere che mi piace molto il blog di ingliscprof …